Pianta giunco marittimo (juncus marittimus), deriva dal verbo Jungo, ossia “legare”
Il giunco marittimo è una specie subcosmopolita, è una pianta che cresce, nascendo spontaneamente, in Italia comune lungo tutte le coste adriatiche da Trieste alla Puglia, le coste ioniche e quelle occidentali dalla Calabria al la Liguria, comprese le isole minori e maggiori; raramente è presente anche all’interno. La distribuzione regionale si concentra nella bassa pianura friulana a sud della linea delle risorgive, con alcune stazioni anche a sud di Trieste sino al Muggesano. Dense ed estese popolazioni si trovano nelle paludi salmastre sul bordo degli stagni, in acqua a salinità (1,5-3%) poco inferiore a quella marina. Suoli asfittici, costantemente intrisi d’acqua, periodicamente sommersi durante le alte maree di sizigie, ricchi di argilla e poco permeabili, dove contribuisce al consolidamento del fango di fondo mediante il denso intrico di robusto rizomi orizzontali.
Specie guida degli Juncetea maritimi.
In Sicilia è molto presente sulle isole dello Stagnone di Marsa la (TP). Un tempo il giunco era ben noto agli abili artigiani e pescatori, infatti veniva utilizzato per realizzare contenitori per il formaggio e la ricotta (fascedde e canestri), ma soprattutto per costruire le nasse per la pesca. La raccolta del giunco avviane a mano solo tra il mese di maggio e agosto, è importante che la stagione sia calda affinchè i culmi raccolti possano essiccare al sole, per circa un mese, per poi una volta diventati color paglierino essere intrecciati.La nassa è tra i metodi di pesca più antichi esistenti. Fra i materiali scelti per la costruzione delle nasse il più utilizzato è certamente il giunco (Juncus Acutus) che si essicca al sole, in luoghi ventilati e poi conservata in mazzi nei magazzini. Per la cucitura si adoperava il filo di canapa o lino e attualmente anche i fili di nylon. Però se si sposta dalla sua funzione madre essa si scopre un oggetto flessibile, curioso e ricco di fascino. La nassa si trasforma così in complemento d’arredo che parla di sè e dei suoi posti del cuore, dove il mare, le barche, i porticcioli e il sale incrostato si incontrano proprio fra i suoi intrecci. All’interno di una casa al mare, come scenografia per un locale dallo stile mediterraneo, o anche dentro un loft in centro città, la nassa vi ricorderà sempre di quei luoghi e vi farà respirare la stessa aria di mare che si porta dentro. Proverbio: “Calati juncu ca passa la china”, che nel corso degli anni è arrivato a rappresentare il carattere dei siciliani, incarnandone la resilienza e la capacità di superare le avversità, diventando il simbolo di speranza e perseveranza. Il proverbio è tratto proprio dalla caratteristica principale della pianta, quella di resistere al forte vento allo scorrere dell’acqua, piegandosi ma senza spezzarsi per poi rialzarsi una volta passata la piena.

